Prefazione:
Ho sempre trovato curioso quanto l’epica Zombie abbia avuto successo in questo nostro periodo storico.
Mi sono anche dato una risposta che è insita nel concetto stesso di zombie: il morto vivente, antropofago, è la perfetta rappresentazione della commistione fra la paura primordiale della morte ed un’angoscia più sottile e moderna.
Per spiegarla dobbiamo prendere in esame l’etimologia stessa del termine zombie. Si spazia dalla creatura rediviva priva di senno e di volontà che serve in modo dogmatico gli ordini del suo padrone, fino al morto vivente che (come George Romero ci ha insegnato nel 1968) è un ricettacolo di pura e semplice ferocia.
Questo è il nodo centrale e in The Zombies lo percepirete nel modo più selvaggio e brutale.
L’uomo, che fa del libero arbitrio una bandiera, teme in modo intimo e totale il trovarsi schiavo di una condizione che lo può privare di ogni capacità di scelta. Teme l’essere schiavo delle pulsioni e al tempo stesso ne è visceralmente affascinato: nessun pensiero, nessuna preoccupazione, nessuna discussione. Puro istinto.
In The Zombies metterete alla prova la vostra capacità di sopravvivere e combattere ma, soprattutto, metterete alla prova la vostra umanità e la vostra capacità di rimanere saldi mentre tutto attorno a voi precipita nell’abisso.
La volontà fra preservare voi stessi e rischiare ogni cosa per cercare la vostra famiglia.
Proverete sulla vostra pelle il significato di compromesso, in ogni sua declinazione, e vedrete quanto è profonda la tana del Bianconiglio.
Pagina dopo pagina scoprirete chi siete e come un obiettivo umano e naturale quanto il voler riabbracciare i propri cari, possa invece lacerare la vostra umanità facilmente quanto un morso può squarciarvi la carne.
Siete pronti ad affrontare i vostri demoni?
Alessandro Rubbo – Dunwich Buyers Club